
Crediamo profondamente che il valore venga sempre prima del risultato. È una convinzione che attraversa tutto: le persone, le cose, le scelte… e soprattutto i progetti.
Quando mettiamo il risultato davanti al valore, rischiamo di costruire qualcosa che funziona solo nel breve periodo, che produce numeri ma non senso, conseguenze casuali, ma non impatto. Il risultato senza valore è fragile: dipende dalle circostanze, si esaurisce, non lascia traccia.
Il valore, invece, è ciò che resta anche quando il risultato non è immediato. Vale per le persone: il loro valore non si misura da ciò che “rendono”, ma da ciò che sono, da ciò che portano, dalla loro coerenza, dalla capacità di generare fiducia e visione. Vale anche per le cose: non è l’utilità a renderle importanti, ma il significato che incarnano. E vale…forse più di tutto…per i progetti.
Un progetto che nasce dal valore nasce da un’idea giusta, da un bisogno reale, da una visione condivisa. Può richiedere tempo, fatica, pazienza. Ma quando il valore è solido, il risultato arriva. E quando arriva, è duraturo, replicabile, sostenibile.
Invertire l’ordine – cercare prima il risultato e poi giustificarlo con il valore – è una scorciatoia che prima o poi presenta il conto!. Mettere il valore al centro, invece, è una scelta etica prima ancora che strategica. È dire: costruiamo qualcosa che abbia senso, e il risultato benefico sarà una conseguenza, non un alibi.
È così che nascono le cose che resistono.
È così che si fa buona politica, buon lavoro, buona progettazione.
Lola Fernandez, amministratore unico di Global & Local.-